Fondato agli inizi del VII secolo, probabilmente dopo
la conversione della regina Teodolinda al cristianesimo,
il Battistero di San Giovanni, con pianta ottagonale
e interamente rivestito di lastre di marmo bianco e
verde di Prato, sembra sia stato eretto sull'area di
un suntuoso edificio del sec. I, forse una domus, con
grande impiego di materiale marmoreo proveniente da
rovine di monumenti romani.
Escluso dal perimetro dalle mura carolingie (terza cerchia),
fu inserito insieme a Santa Reparata, di cui era il
fonte battesimale, nella cerchia matildina (quarta cerchia).
Circondato e soffocato da altri edifici altomedievali,
fu liberato nel XIV secolo e nel XV assunse la posizione
attuale come centro di uno spazio geometrico. L'opera
come ci appare oggi è stata compiuta fra l'XI
ed il XIII secolo
Di eccezionale interesse sono le tre porte in bronzo
che si aprono su tre lati della costruzione. La porta
sud, opera di Andrea Pisano, presenta formelle con figurazioni
in rilievo.
La porta nord, detta anche Porta alla Croce, ha i battenti
ornati dalle storie della vita di Cristo di Lorenzo
Ghiberti.
La porta est, detta da Michelangelo la porta del Paradiso,
è un capolavoro firmato dal Ghiberti che la realizzò
in colaborazioen con i figli, Michelozzo e Benozzo Gozzoli.
L'Arte di Calimala che, senza concorso, nel 1425 affidò
al Ghiberti la realizzazione della porta, lasciò
a quest'ultimo piena libert9 di ispirazione, di tempo
e di spesa.
L'interno del Battistero presenta una cupola ogivale
rivestita di mosaici di ispirazione bizantina. Le pareti
sono rivestite di marmi bicolore.
Il quattrocentesco monumento funebre dell'antipapa Giovanni
XXIII è opera di Donatello e di Michelozzo. |