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Dopo il Battistero, San Miniato a monte è una
delle più alte testimonianze dell'architettura
romanica fiorentina. Già esistente ai tempi
di Carlomagno, fu ricostruita dal vescovo Ildebrando
dopo il 1018 e completata anche nella parte decorativa
solo al principio del 1200.
La facciata, iniziata nel XII secolo e conclusa all'inizio
del secolo successivo, ha il tipico paramento fiorentino
in marmo bianco e verde di Prato a scomparti geometrici.
Nella parte inferiore presenta il classico ritmo di
cinque arcate cieche nelle quali si aprono alternativamente
i tre portali.
Sulla cuspide del frontone, decorato da nove archetti
a tutto sesto sormontati da figure simboliche intarsiate
databili intorno al tredicesimo secolo, fu collocata
nel 1401 un'aquila in rame dorato, simbolo dell'Arte
di Calimala che dal 1288 ebbe l'amministrazione della
chiesa. L'interno, in alcune parti restaurato ed alterato,
è diviso in tre navate da colonne alternate
a pilastri polistili, che determinano così
tre campate di cui l'ultima con il presbiterio rialzato
sulla cripta. I capitelli, alcuni dei quali provengono
da monumenti romani, altri invece sono romanici, sono
parte in marmo, parte in laterizio.
La navata centrale, con il tetto a travature scoperte,
ha il pavimento diviso in riquadri decorati con intarsi
marmorei.
In fondo alla navata, l'elegante Cappella del Crocifisso
di Michelozzo (1448), con volta a botte smaltata ad
opera di Luca della Robbia. La Cappella del cardinale
di Portogallo, a croce greca con volta a padiglione,
fu costruita da Antonio Manetti, allievo del Brunelleschi.
La volta è rivestita da piastrelle che formano
un motivo a dadi, ed è decorata da tondi di
terracotta invetriata di Luca della Robbia. A destra
della chiesa troviamo il Palazzo dei Vescovi, residenza
estiva dei vescovi fiorentini fino al 1553, quando
fu utilizzato come caserma dalle truppe spagnole di
Cosimo I. Nel 1594 fu incorporato nel convento di
S.Miniato. Il Palazzo fu iniziato nel 1295 dal vescovo
Andrea de' Mozzi e completato nel 1320. Molti ambienti
conventuali furono realizzati nella prima metà
del quattrocento ad opera delle maggiori botteghe
fiorentine, fra cui quella di Bernardo Rossellino.
Nel chiostro, tamponato nel 1700 e recuperato fra
il 1962 ed il 1987 insieme ad altri ambienti originali,
rimangono frammenti di sinopia attribuita ad Andra
del Castagno e nel loggiato superiore frammenti molto
rovinati di un'opera di Paolo Uccello.
Oltre il palazzo si trova la Fortezza, realizzata
in pochi mesi sotto la direzione di Michelangelo e
costruita stabilmente nel 1553 ad opera di Francesco
da Sangallo. Nel recinto della fortezza si trova il
Cimitero monumentale, detto delle Porte Sante, realizzato
a partire dal 1865 su progetto di Mariano Falcini.
Qui sono sepolti alcuni dei più grandi statisti,
imprenditori e artisti nati a Firenze.
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