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Farinata di cavolo nero |
Ingredienti (6 persone)
1 Kg di cavolo nero
1 carota di grosse dimensioni
2 coste di sedano bianco
3 cipolle rosse medie
4 spicchi d'aglio 200 g di fagioli cannellini secchi,
40 g di farina gialla
40 g di concentrato di pomodoro
1 mazzetto di pepolino
1 dl di olio extravergine toscano
1 rametto di rosmarino qualche foglia di salvia |
Preparazione:
Lessare i fagioli in abbondante acqua salata, con salvia,
aglio e rosmarino. Preparare a parte un battuto grossolano
con carota, sedano, cipolla e due spicchi d'aglio e
farlo rosolare in casseruola con l'olio. Aggiungere
il pepolino, aggiustare di sapore con sale e pepe e
far appassire bene le verdure. Unire il cavolo nero
tagliato sottilmente, al quale sarà stata tolta la costola
centrale. Far cuocere 5 minuti, quindi aggiungere il
concentrato, sciolto in poca acqua di cottura dei fagioli.
Far bollire il tutto per circa un'ora e mezzo, quindi
unire una parte dei fagioli interi e il resto passato
in purea molto densa. Diluire la minestra ancora con
acqua, quindi versare a pioggia la farina gialla e far
cuocere per circa 20 minuti. Servire la farinata cosparsa
di olio e pepe nero macinato al momento. Piatto di origine
montana, legato all'utilizzo della farina gialla, raramente
utilizzata in pianura se non per la preparazione degli
"gnocchi", conditi con il ragù di carne. E' una ricetta
eseguibile solamente in inverno, quando il cavolo nero
è reperibile fresco sul mercato. Il momento migliore
è quello dopo la prima gelata, che sembra tonifichi
e dia forza alle foglie di questo inconsueto ortaggio,
difficile da reperire al di fuori del territorio toscano.
La farinata era mangiata di solito alla sera. Quella
avanzata veniva fatta solidificare ed affettata al mattino
successivo per colazione. |
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