Preparazione:
Preparazione: Lessare i fagioli in abbondante acqua
salata. Preparare a parte un battuto grossolano con
carota, sedano, cipolla, aglio, prezzemolo e peperoncino
e farlo rosolare in una pentola con l'olio. Aggiungere
i pomodori sbucciati e tagliati a pezzi (o i pomodori
pelati), aggiustare di sapore con sale e pepe e far
appassire bene le verdure. Unire i fagioli, metà interi
e metà passati in purea, insieme a buona parte della
loro acqua di cottura e al cavolo nero tagliato sottilmente,
al quale sarà stata tolta la costola centrale. Far bollire
il tutto per circa un'ora, diluendo con acqua calda
se il composto diventa troppo denso. Intanto abbrustolire
delle fette di pane casalingo e disporle in una terrina.
A cottura ultimata versare sopra il composto di verdure
e lasciare ammorbidire il pane. Uno dei piatti più famosi
e tipici della cucina fiorentina, la "ribollita" deriva
il suo nome dal fatto che si trattava di un avanzo del
piatto del giorno che la sera veniva "ribollito" per
scaldarlo e presentarlo di nuovo in tavola. Il piatto
in questione era la minestra di pane, un piatto povero
realizzato con il pane, uno degli ingredienti di base
della cucina fiorentina e una serie di verdure, fra
le quali quella più tipica è il cavolo nero. La minestra
di pane, come la ribollita, è un piatto tipicamente
invernale, anche perché uno dei suoi ingredienti di
base, il cavolo nero appunto, si trova fresco sul mercato
solo in inverno. Un'avvertenza importante. Nonostante
in origine la minestra di pane fosse un piatto tipico
del venerdì, giorno in cui veniva osservata la "vigilia",
cioè l'astinenza dalle carni (da qui il nome di "minestra
di magro" che veniva spesso usato) si è diffusa ben
presto l'usanza di insaporire la zuppa con lardo, cotenne
di maiale o, meglio di tutto, con l'osso del prosciutto.
Per la ribollita è sufficiente far ribollire la zuppa
in un tegame di coccio aggiungendo olio d'oliva.
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