Così come lo vediamo oggi, Palazzo Vecchio è il risultato
di una lunga serie di interventi costruttivi, di ampliamenti
e di trasformazioni che hanno luogo, in massima parte,
durante i primi tre secoli della sua esistenza, dal
finire del Duecento, alla fine del Cinquecento. Queste
aggiunte successive nel corpo dell'edificio sono particolarmente
evidenti sulla facciata meridionale del Palazzo che
dà su Via della Ninna. Era il 24 febbraio del 1299,
quando venne posta la prima pietra di quello che diventerà,
nei secoli, Palazzo Vecchio. La costruzione del Palazzo
era stata decisa per ospitare i Priori delle Arti e
il Gonfaloniere di Giustizia, cioè il supremo corpo
di governo della città di Firenze. Questo nucleo originario,
attribuito ad Arnolfo di Cambio, è costituito dal dado
di pietra che si affaccia sulla piazza ed è sovrastato
dalla torre. Al suo interno, attorno al vuoto del cortile,
trovavano posto le sale per le riunioni delle assemblee
legislative, il Consiglio del Popolo e dei Cento; quelle
per i Priori e per il Gonfaloniere di Giustizia; la
Sala d'Arme, per la guardia del palazzo. L'enorme edificio,
terminato intorno al 1313, costituiva un mondo appartato,
al quale le donne non avevano accesso, e nel quale Priori
e Gonfaloniere erano obbligati a rimanere giorno e notte
nei due mesi in cui restavano in carica. Torre e ballatoio
merlato, assieme al possente bugnato che riveste il
palazzo, conferiscono alla costruzione un aspetto corrusco
di fortezza militare che resterà immutato nei secoli.
Nel 1342 Gualtieri di Brienne, Duca di Atene, proclamatosi
signore della città, decide di costruire una nuova ala
a est del nucleo originario, collegata a questo da mura
fortificate a bozze e nello spessore della muraglia
fece edificare una scala segreta per salire e scendere
occultamente. La sera del 26 luglio 1343, però,
Gualtieri di Brienne era rinchiuso nel palazzo assediato
dal popolo in arme che occupava la piazza e l'imbocco
delle vie e il 3 di agosto il Duca si arrendeva. Rimangono
ancora oggi l'espansione nella muratura, e la scala
segreta, inutile via di fuga. Dal 1454 al 1466 viene
completamente rinnovato il cortile trecentesco del palazzo.
È l'architetto Michelozzo che compie i lavori di consolidamento
ai pilastri, di realizzazione di nuove bifore e tondi
per dare luce e di decorazione delle pareti. Il modello
di questo restauro del cortile è quello del Palazzo
di famiglia dei Medici, in via Larga. Nel 1495, su ispirazione
di fra' Girolamo Savonarola, fu decisa dalla Repubblica
la costruzione di una enorme sala destinata a contenere
l'assemblea dei giusti, il governo dei cittadini netti
di specchio, sul modello del Maggior Consiglio della
Repubblica di Venezia. L'enorme ambiente, costruito
a est del palazzo, ancora mancante del pavimento e del
soffitto fu inaugurato con un sermone del Savonarola
nel 1496. I lavori murari saranno completati nel 1498
e gli arredi nel 1502. Nel 1540 Cosimo I de' Medici
trasferisce la propria residenza e quella della corte
all'interno di quello che era stato la sede del governo
repubblicano della città. Immediatamente dà avvio a
lavori di riordino e di decorazione del palazzo, cui
aggrega l'intero isolato di costruzioni esistente a
est del Salone. La svolta decisiva nei lavori viene
impressa da Giorgio Vasari che diviene architetto della
fabbrica nel 1555 e introduce nel cantiere uno staff
di pittori e decoratori che cambieranno il volto del
palazzo, trasformandolo in una grandiosa reggia manierista,
luogo della celebrazione del potere assolutistico di
Cosimo I de' Medici, primo Granduca di Toscana . Nel
1560 il Vasari avvia i lavori per realizzare il Palazzo
delle Magistrature, i futuri Uffizi. Nel 1564 il Vasari
realizza in cinque mesi il corridoio di unione fra il
Palazzo Ducale e Palazzo Pitti, dove nel 1574, alla
morte del Granduca Cosimo I, si trasferisce la residenza
della famiglia ducale. Da questo momento il Palazzo
Ducale verrà conosciuto come Palazzo Vecchio, perché
cessa di essere la reggia, ma diviene il Palazzo del
Governo. Nuove modifiche sostanziali dell'edificio si
verificheranno con il trasferimento a Firenze della
capitale, nel 1865, quando nel Salone dei Cinquecento
troverà sede la Camera dei Deputati del regno d'Italia;
nel Quartiere degli Elementi, il Ministero degli Esteri,
nel Quartiere di Leone X, il Presidente della Camera;
in quello di Cosimo, gli uffici; in quello di Eleonora,
l'archivio e nella Sala dei Gigli, la biblioteca. |