Pittore
Firenze 1449-1494
Il Ghirlandaio fu a capo di una bottega assai attiva
insieme ai due fratelli e al figlio Ridolfo, nonché
traspositore in termini locali del realismo fiammingo.
Nelle sue opere rielabora la tecnica del Masaccio, lo
stile di Filippo Lippi ed il realismo nordico conosciuto
attraverso il fiammingo Hugo van der Goes, dando vita
a scene altamente estetiche ed armoniose, che costituiscono
preziosi documenti della quotidianità del suo
tempo. I suoi primi affreschi importanti sono quelli
realizzati nel 1475 alla Cappella di Santa Fina a San
Gimignano. Li precede di poco la "Madonna della
Misericordia" consrevata nella chiesa fiorentina
di Ognissanti. Nel refettorio del convento di Ognissanti
dipinge l'"Ultima Cena". Dopo il 1480, è chiamato
a Roma a decorare la Cappella Sistina. Nel 1482, decora
la Sala dei Gigli a Palazzo Vecchio. Narratore nato,
esempio tipico della sua arte sono gli affreschi della
vita di San Francesco in Santa Trinita in cui, col pretesto
della storia sacra, raffigura personaggi contemporanei
in abiti alla moda del periodo. Dal 1486 al 1490, affresca
il Coro di Santa Maria Novella. I questa che è
la sua opera più famosa, porterà all'estremo
il suo virtuosimo prospettico. |