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Statista, mecenate e poeta
Firenze 1449 - Careggi ( Firenze), 1492.
Soprannome con cui fu noto Lorenzo de' Medici, signore
di Firenze. Di vivace ingegno e di carattere energico,
ereditò il potere dal padre Piero a soli vent'anni
nel 1469. Seppe accattivarsi il favore del popolo,
pur perseguendo con determinazione l'affermazione
del suo potere assoluto. Abile diplomatico, assicurò
a Firenze una posizione centrale nella politica e
seppe creare fra gli stati italiani un equilibrio
che garantì la pace fino alla sua morte. Raccolse
intorno alla sua corte artisti e letterati e fu egli
stesso raffinato poeta. Tra le opere giovanili ricordiamo
"Nencia da Barberino", "Rime",
"Uccellagione", "Simposio", e,
tra quelle dell'età matura, "Ambra",
"Selve d'amore", "Laudi", "Canti
carnascialeschi" e "Canzone di Bacco".
Suoi i versi memorabili "chi vuol essere llieto
sia... di doman non c'è certezza".
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