pittore
Panicale (San Giovanni Valdarno) 1383 - 1440
Legato al gusto tardo-gotico e vicino allo spirito del
Ghiberti, Masolino compare probabilmente sulla scena
artistica ai primi del Quattrocento, ma di lui non ci
restano opere fino al 1423. In questo anno, eseguì
la Madonna di Brema e la Madonna di Monaco. È
un pittore stimato, ma non è considerato fra
i primi di Firenze quando incontra sulla sua strada
il grande Masaccio, giunto dal natìo Valdarno
per lavorare nella sua bottega. Si è creduto
per molto tempo che Masaccio fosse stato allievo di
Masolino, ma le cose non stanno affatto così.
Anzi. Masolino capisce subito la straordinaria qualità
e novità della pittura masaccesca e divide col
giovane artista due commissioni fondamentali, quella
di Sant'Anna oggi agli Uffizi e gli affreschi della
Cappella Brancacci, eseguiti a cavallo tra il 1424 e
il 1428.
Masaccio muore poco dopo, a soli 27 anni, ma la sua
lezione resta indimenticabile per Masolino, che per
tutta la vita cercherà di fondere il suo linguaggio
ancora gotico con le novità di plasticità,
prospettiva e gusto classico apprese nella Cappella
Brancacci. La pittura di Masolino non è rivoluzionaria.
Semmai è un vivace aggiornamento del gotico.
Ancora basata sulla linea, non trascura effetti di morbidezza
e sfumato. Le sue architetture seguono rigorosamente
le nuove regole prospettiche, ma restano comunque una
cornice decorativa dentro cui raccontare favole medievali
con personaggi incantati. Nella sua attività
si segnalano un soggiorno alla corte ungherese, uno
a Roma dove realizza affreschi in San Clemente e nella
Cappella di Santa Caterina e, soprattutto, quello a
Castiglione Olona, in provincia di Varese. Qui, dal
1435, lavora nella Collegiata eseguendo le "Storie
della Vergine" e nel Battistero dove realizza le
"Storie del Battista". Due capolavori nei
quali dimostra di aver ben assimilato quelle nuove suggestioni
luminose che preludono a Domenico Veneziano. |