Scultore, architetto e fonditore
1396-1472
Discepolo del Brunelleschi e del Ghiberti, Michelozzo
Michelozzi fu architetto di fiducia dei Medici e collaboratore
di Donatello. Nel 1420, col Ghiberti, lavora a Orsanmichele
ed alla Porta Nord del Battistero. In seguito, con Donatello,
esegue una nicchia esterna per Orsanmichele, il sepolcro
dell'Antipapa Giovanni XXIII nel Battistero e la tomba
Aragazzi a Montepulciano. La sua opera maggiore, sempre
in collaborazione con Donatello, è il Pulpito
esterno del Duomo di Prato. Capolavoro eseguito negli
anni 1435-38. Le sue capacità si rivelano appieno,
però, solo quando, nel 1436, Cosimo il Vecchio
gli affida il rifacimento della Chiesa e del Convento
di San Marco, da poco passati ai domenicani. Qui, sotto
l'influenza del Brunelleschi, realizza la sacrestia
e trova nuove soluzioni formali per il convento e per
la biblioteca, uno degli ambienti più caratteristici
dell'architettura rinascimentale.
Nel 1444, segue la commissione per il Palazzo Medici,
la nuova casa che Cosimo il Vecchio vuole erigere in
via Larga per la sua famiglia e che, secondo i principi
che regolano la sua vita pubblica, non deve essere così
ricco e sfarzoso da suscitare l'invidia dei concittadini,
sempre pronti alla critica. Il progetto di Michelozzo
è quindi preferito a quello del Brunelleschi
e costituirà per un secolo intero la tipologia
del palazzo fiorentino.
Suo anche il progetto della Cappella del Noviziato in
Santa Croce e il Tabernacolo o Cappella del Crocifisso
di San Miniato al Monte voluto nel 1448 da Piero de'
Medici per conservare il crocifisso miracoloso di San
Giovanni Gualberto. Firma inoltre i restauri delle ville
medicee di Cafaggiolo e Careggi, dove reinterpreta con
qualche ironia il castello medievale e partecipa come
capomastro alla costruzione del Duomo e lavora anche
all'edificazione dell'atrio, del chiostro e della cupola
dell'Annunziata. Il suo linguaggio architettonico, elegante
ma sobrio, riempie Firenze e ne fa un divulgatore delle
problematiche brunelleschiane. |