pittore
Città della Pieve 1445 - Fontignano 1523
Dal 1470 al 1472, lavora nella bottega del Verrocchio
ed è influenzato da Piero della Francesca e dai
pittori Fiamminghi, fondendo la linea nitida del primo
con la solarità del secondo.
La sua attività fra Umbria, Toscana e Marche
è intensa, ma sarà a Roma, dove giunge
nel 1478, che troverà incarichi importanti, lavorando
presso la corte papale.
Nel 1489, dipinge nella Cappella Sistina la "Consegna
delle chiavi a San Pietro". Un'opera che apre la
strada a Raffaello, il quale da lui prenderà
l'equilibrio della composizione, l'accordo delle figure
col paesaggio e il gusto per il colore vivo. Questo
sarà il suo capolavoro. Dopo, il Perugino si
limiterà a riprodurre una serie di temi convenzionali.
Del resto, l'eco di quell'affresco sarà tale
da consentirgli di vivere praticamente sulla sua rendita
per il resto della carriera. L'unica eccezione è
costituita dalla "Crocifissione" realizzata
per la chiesa di Santa Maria Maddalena dei Pazzi a Firenze
nel 1493, che spicca per la sua qualità. |