personaggi La città | personaggi | Tino di Camaino

Scultore e architetto
Siena 1280 - Napoli 1337
Figlio di architetto, lavora principalmente a Siena e a Pisa, dove nel primo decennio del Cinquecento sono aperti i cantieri delle due basiliche maggiori. Nel Duomo di Pisa lascia il sepolcro di Arrigo VII di Lussemburgo.
La battaglia di Montecatini del 1315, che lo vede combattere tra le file dei guelfi contro i pisani, segna il suo forzato ritorno a Siena: qui, per cinque anni, è capomastro del Duomo insieme al padre e realizza il monumento funebre del cardinal Petroni. Segue un breve periodo a Firenze durante il quale lavora al Monumento al vescovo Orso in Santa Maria del Fiore e, infine, si trasferisce a Napoli, dove l'artista è al servizio di re Roberto d'Angiò dal 1324 fino alla morte. Fra gli altri monumenti funebri, lascerà quello della regina Maria d'Ungheria in Santa Maria Donnaregina e quello di Caterina d'Austria in San Lorenzo Maggiore.
Come architetto lavora all'arsenale, al porto e alla certosa di San Martino, ma il cuore della sua attività sono appunto i monumenti funebri. L'artista rinnova il genere affrancandosi dallo schema gotico formulato da Arnolfo e trovando una elaborazione più ricca, ispirata alla contemporanea pittura senese (Ambrogio Lorenzetti) e quasi in contrasto con la scultura di Giovanni Pisano, che negli stessi anni cerca nuove soluzioni, ma lo fa attraverso un plasticismo scarno e convulso. L'influenza dei modelli di Tino di Camaino sarà enorme, non solo in Toscana, ma in tutto il Mezzogiorno.

 


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